Eccoci col nuovo Emmaus, che non è più (solo) di carta, ma ha rivoluzionato e potenziato la sua presenza online. Un cambiamento voluto fortemente dal nostro vescovo, ed è con lui che ne parliamo.

Emmaus era un bel settimanale, con 24 pagine a colori: non poteva proprio continuare?
No. So che alcuni lettori hanno espresso disappunto per il venir meno dell’appuntamento col giornale di carta, ma non era possibile proseguire: il drastico taglio dei finanziamenti pubblici all’editoria ha fatto impennare l’onere che la diocesi già affrontava, rendendone insopportabile il peso. La distanza tra costi e ricavi era tale da rendere irrealistica qualsiasi speranza di recupero.

Quindi la chiusura è avvenuta per motivazioni economiche?
Nessuno di noi è padrone di nulla, ma siamo tutti amministratori di mezzi che i fedeli ci affidano per la missione della Chiesa: annunciare la Buona Novella e testimoniare concretamente la carità. Dobbiamo quindi usare ogni singolo euro al meglio, con coraggio e capacità di innovazione. Se il mondo cambia, anche noi dobbiamo cambiare, non per adattarci ad esso, ma perché le nostre parole e i nostri gesti possano essere compresi dalle donne e dagli uomini di oggi. Disposti quindi a discutere e, se serve, a revisionare i nostri strumenti, come appunto Emmaus.

E il giornale è stato “revisionato”…
Sì, la scelta di andare online (anche se resta una significativa presenza su carta) non è però frutto solo di considerazioni di risparmio economico. Tutti e non più solo i giovanissimi sono testimoni della pervasività crescente e oramai universale del fenomeno Internet. Quello che appena qualche anno fa era appannaggio esclusivamente dei più giovani, oramai raggiunge la maggioranza degli adulti e fa breccia anche tra gli anziani. La mia mamma ottantenne guarda le mie omelie pubblicate sul canale YouTube della diocesi. E tutti ci accorgiamo di come il ruolo un tempo svolto dalle cronache locali del Carlino, del Corriere Adriatico o del Messaggero, stia velocemente passando di mano, a favore di testate online.

Non è una ritirata, ma un rilancio

Ma non si tratta comunque di una ritirata?
No, non è una ritirata, ma un rilancio: ne sono davvero convinto, altrimenti sarebbe stato più semplice chiudere tutto. L’esigenza di risparmio ci impone di fare di necessità virtù, ma la scelta di Internet ci apre infinite opportunità che sta solo a noi non sprecare. Vogliamo che Emmaus online sia la vetrina di tutto il bene che germoglia nelle nostre comunità, una foresta che cresce ma che viene conosciuta troppo spesso solo dai pochi che vivono alla sua ombra. Rispetto alla carta, Internet è istantaneo, annulla le distanze, permette a tutti di essere non solo lettori passivi ma contributori. Su questo vogliamo puntare. E poi non ci stiamo impegnando solo con Emmaus…

Si sta mettendo mano a tutti i media della diocesi: collaborazione per fare meglio, ottimizzare le risorse, evitare sovrapposizioni

Cioè?
Stiamo mettendo mano a tutti i media della diocesi. L’ispirazione l’ho avuta da papa Francesco che nel giugno scorso ha creato una “Segreteria per la comunicazione” nella quale confluirà tutto quello che riguarda i media nella Santa Sede, dal Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali all’Osservatore Romano, alla Radio Vaticana… Ovviamente le nostre dimensioni sono molto più ridotte, ma in diocesi oltre a Emmaus abbiamo Radio Nuova inBlu, c’è la Radio parrocchiale SantaMaria di Montecassiano, c’è la Web Radio Padre Matteo Ricci. E c’è èTv Macerata che ha sempre prestato molta attenzione agli eventi ecclesiali. Un grande patrimonio costruito negli anni grazie alla dedizione volontaria e alla professionalità di molte persone.

Ma sono mezzi diversi, lavorano con stili diversi…
Sì e nessuno vuole mortificare le caratteristiche peculiari e positive di ciascuno, però la collaborazione può consentire a tutti di fare meglio quello che già fanno, ottimizzando le risorse, evitando sovrapposizioni. Faccio un esempio banale: la stessa rassegna stampa può essere trasmessa in tv, radio e in streaming sul web. E lo stesso vale per molti altri casi. Un esempio di questa collaborazione lo abbiamo già avuto in occasione dell’apertura della Porta Santa, con èTv e Radio Nuova che hanno trasmesso la diretta dell’intera cerimonia la cui regia era curata dai servizi della curia e con te, don Luigi, di Emmaus fin dalla nascita, a commentare in diretta video. Assieme si possono fare meglio molte cose e il Giubileo della Misericordia, sono convinto, ci darà grandi opportunità per sviluppare il cammino comune.

Emmaus resta anche su carta, con 4 pagine mensili su “Avvenire”

All’inizio accennava al fatto che resterà una presenza di Emmaus su carta.
Sì, “Avvenire” ci ha proposto di realizzare 4 pagine mensili che saranno ospitate dentro il quotidiano cattolico conservando la testata di Emmaus. Saranno presenti in tutte le copie distribuite nelle Marche e arriveranno anche agli abbonati di Emmaus. È una grande opportunità che ci permette di mantenere un contatto anche con quelle persone che non hanno ancora familiarità con Internet e di far sentire la voce di Macerata nella nostra regione. La prima uscita sarà martedì 16 febbraio.

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