I vertici della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano usano toni rassicuranti e invitano ad utilizzare più prudenza nel pubblicare e leggere i dati delle statistiche che dichiarano a rischio l’istituto di credito locale.
Durante la conferenza stampa del 20 gennaio, indetta per rendere noti i risultati dell’esercizio 2015 e le prospettive dell’istituto di credito, il presidente Alberto Niccoli smacchia la “maglia nera” attribuita dal Sole 24 Ore che, in una recente classifica, pone la Bcc al 7° posto tra le banche a rischio in Italia.

Il presidente della Bcc di Recanati e Colmurano Alberto Niccoli
Il presidente della Bcc di Recanati e Colmurano Alberto Niccoli

A fianco del Presidente si sono schierati anche il vice presidente Sandrino Bertini e il direttore generale Stefano Canella, ridisegnando un quadro d’insieme decisamente piĂą positivo. Per rendere tutto piĂą leggibile, inoltre, Niccoli è ripartito dagli anni 2010 e 2011, quando le ispezioni della Federazione delle banche delle Marche, e poi della stessa Banca Italia, evidenziarono l’aumento di 19 milioni di euro di credito deteriorato nelle casse dell’istituto. Pur essendo costantemente sorvegliato, questo valore ha continuato a crescere per effetti fisiologici ed è stato alimentato dalla debole situazione del tessuto locale. Un contesto che ha visto in sofferenza il settore immobiliare, le imprese e i risparmiatori, penalizzando ancor di piĂą la posizione delle banca.

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La dirigenza della Bcc durante la conferenza stampa

«La Bcc di Recanati e Colmurano fu una delle prime ad uscire alla scoperto sulla questione crediti deteriorati – ha ricordato ancora lo stesso Presidente -, ma con i nuovi incarichi è iniziato un lavoro per risanare questa situazione e, oggi, la fase dura è finita, considerando che il valore dei crediti deteriorati è aumentato al tasso piĂą basso di tutte le Bcc delle Marche». A conferma di ciò, il direttore generale Canella ha poi alimentato le rassicurazioni, indicando i dati dell’ultimo biennio che vedono guadagni per 2,5 milioni di euro (2014), mentre per il 2015 si dovrebbe essere confermato il dato, non definitivo, di +3,5 milioni. In crescita anche le richieste di nuovi mutui, a conferma di una buona attivitĂ  della banca e di un certo generale ottimismo. Canella ha invitato i risparmiatori a «non fermarsi solo sui numeri», ma a osservare le azioni della banca che, da un’ereditĂ  decisamente difficile, «sta uscendo dalla crisi meglio e prima degli altri». Tuttavia, sul piano organizzativo i tagli sono stati effettuati grazie ad alcuni prepensionamenti, mentre al momento ci sono poche novitĂ  per assunzioni ed eventuali nuove sedi.

Il vice presidente della Bcc Sandrino Bertini
Il vice presidente della Bcc Sandrino Bertini

Secondo il vice presidente Bertini «l’allarmismo è prevalentemente mediatico, dato che l’analisi più completa della banca e le sue proiezioni sono sostanzialmente positive».
La parola d’ordine è, dunque, tranquillizzare sia i risparmiatori, che chi opera con la banca, in quanto «i fondamentali dell’istituto sono buoni e si sta lavorando bene per portarla fuori dalle secche e farla tornare una realtà importante del territorio». Ancora Niccoli ha ricordato la valutazione espressa dalla sede della Banca d’Italia di Ancona, la quale giĂ  12 mesi fa dimostrava la stabilizzazione dei crediti deteriorati di Recanati e Colmurano, rispetto a tutte le altre Bcc. Un ulteriore indice positivo è arrivato dalla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo nazionale che ha riposizionato l’istituto al punteggio 7, dopo aver raggiunto, negli anni piĂą neri, il picco negativo di 18.

Sono ancora i numeri a ribadire la bontà della strada intrapresa: in primo luogo attraverso i bilanci, che, dopo le perdite del 2012 e 2013, hanno visto incrementi sempre maggiori dal 2014 in poi; e con il trend di crescita della “pietra dello scandalo”, ovvero i crediti deteriorati, attestati intorno allo 0,5% rispetto al 3,8% del trend nazionale. Infine, oltre all’andamento della crisi e, quindi, del loro futuro, le Bcc attendono l’imminente riforma che le coinvolge direttamente e che, probabilmente, ridisegnerà un nuovo scenario.

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