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Film. «Oltre la notte» mette in discussione integrazione e perdono

Oltre la notte cosa c’è? Si domanda Fatih Akin, con il suo ultimo film “Aus dem Nichts – Oltre la notte”, vincitore del Golden Globe come miglior film straniero. Il regista costruisce il dramma dividendolo in tre capitoli: la famiglia, la giustizia, il mare e tre luoghi: Amburgo, il tribunale, la Grecia. La storia è, infatti, ambientata ad Amburgo, crocevia di culture, Katja è una giovane mamma tedesca dall’aspetto un po’ rock ma molto dolce, ha un figlio di sei anni dai capelli ricci e la risposta sempre pronta e simpatica. E’ sposata con Nuri, di origine curda, con un passato in carcere per possesso di sostanze stupefacenti ma che ora conduce una vita tranquilla e felice, lavorando come traduttore nel quartiere multietnico della città. In un giorno qualsiasi, la serenità di Katja viene sconvolta dalla morte di Nuri e del piccolo Rocco, vittime innocenti di un tremendo attentato terroristico di matrice neonazista.

Distrutta e completamente sola, rifiuta l’aiuto della sua famiglia e l’unico con il quale sembra riuscire a confidarsi è Danilo, caro amico e suo avvocato che la aiuta a testimoniare nel processo contro una giovane coppia tedesca ritenuta responsabile dell’attentato. E’ Diane Kruger, diva tedesca amata da tutta Hollywood e non solo, ad interpretare Katja e a recitare per la prima volta nella sua lingua madre. Per questa difficile e straziante interpretazione, ha meritatamente vinto al Festival di Cannes 2017, il Prix d’Interprétation Féminine.

Il regista, tedesco di origini turche, di “La sposa turca” e “Soul kitchen”, per questo film ha tratto ispirazione da omicidi xenofobi realmente accaduti in Germania tra il 2000 e il 2007 con processi ancora in corso. Fatih Akin si serve della musica di Josh Homme dei “Queens of the Stone Age” per dare ritmo al dramma con “brani unici, malinconici e bellissimi”; afferma il regista: “la musica di Homme ha sicuramente contribuito a creare l’atmosfera giusta.” “Oltre la notte” è un film sul dolore e sulla rabbia, sull’assenza di giustizia e sulla vendetta, che mette in discussione l’integrazione e la capacità di perdonare.

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