di Filippo Passantino

“La cura dei figli è l’attività che più frequentemente delle altre ha fatto registrare un incremento del tempo dedicato abitualmente, in particolare per il 67,2% di coloro che l’hanno svolta, mentre per il restante 29,5% non ci sono state variazioni”. Lo rileva l’Istat nel “Report Fase 1. Le giornate in casa durante il lockdown”. Un terzo dei cittadini si è svegliato più tardi rispetto a prima e un quinto ha dormito di più. Ad approfittarne sono stati gli uomini più delle donne. Tra le attività di lavoro familiare la preparazione dei pasti ha coinvolto il 63,6% dei cittadini (l’82,9% delle donne, il 42,9% degli uomini). Il 62,9% è la quota di persone che hanno sentito telefonicamente o tramite videochiamate i propri parenti. Il 62,6% ha trascorso parte della giornata leggendo libri, riviste, quotidiani o altro. Il 22,7% è il tasso di chi ha praticato attività fisica o sportiva.
Dai dati emerge che “la quasi totalità della popolazione è riuscita a dedicarsi ad attività di tempo libero (98,3%)”. Il 76,9% ha svolto lavoro familiare (pulizia della casa, cura dei conviventi, ecc.). Solo il 28% è uscito per vari motivi (passeggiata, andare a lavoro, fare la spesa). Ha lavorato il 16,7% della popolazione e studiato l’8% (quota che sale al 61,9% tra gli studenti di 18 anni e più).

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