L’assessore regionale Castelli: la ricostruzione è una certezza

Negli ultimi 12 mesi una forte accelerazione soprattutto della ricostruzione privata

A 5 anni dal sisma che ha lacerato profondamente tanta parte del nostro territorio, abbiamo interpellato l’assessore regionale Guido Castelli al quale il presidente Acquaroli ha attribuito la delega alla Ricostruzione.

Assessore, quali sono i numeri della ricostruzione nelle Marche?
Negli ultimi 12 mesi la ricostruzione privata ha registrato una forte accelerazione, frutto anche dell’atteggiamento di ascolto e confronto che ha consentito alla Regione Marche – d’intesa con la struttura commissariale guidata da Giovanni Legnini – di creare un ambiente favorevole alla ripartenza del processo. Sono oltre 1.800 le persone rientrate nelle proprie case nell’ultimo anno; sono aumentate le pratiche presentate (36%, cioè 3.137 in più rispetto all’ottobre del 2020), quelle decretate (quasi l’81%, cioè 3.326 in più) e quelle concluse (63,1%, 1.307 in più). Ma dobbiamo fare di più e meglio, soprattutto in materia di ricostruzione pubblica. Stiamo rafforzando l’Ufficio Sisma, che a breve si doterà di altri 20 tecnici per velocizzare le procedure. Si sta facendo molto anche sul versante scuole: ci sono 52 edifici che auspichiamo possano essere finanziati ex novo con circa 141 milioni euro. E altri 65 sono pronti a ricevere un adeguamento dei fondi, passando così dagli iniziali 275 a oltre 333 milioni euro.

Ci sono le risorse, ma mancano le imprese?
Purtroppo è sempre più così. Si tratta di un fattore che da qualche mese sta causando un preoccupante stallo nel processo di ricostruzione. I motivi possono essere diversi e a volte coincidenti. L’aumento dei prezzi, in particolare, delle materie prime: per le imprese i conti non tornano in base a un prezziario che già nel 2017 era abbastanza asciutto (su questo chiediamo un intervento rapidissimo, con l’emanazione del nuovo prezziario unico del cratere). C’è poi la concorrenza del Superbonus 110%. Soprattutto se la Legge di bilancio ne prevederà l’esaurimento in tempi brevi, molte imprese saranno indotte a dirottare le maestranze su questo fronte. È fondamentale prorogarlo per tutta la durata della gestione straordinaria della ricostruzione e per tutti gli interventi ad essa relativi. Come è noto, il 110% consente al cittadino di assorbire le quote di accollo altrimenti a carico dei terremotati. Ma non basta. Per la nostra ripresa è fondamentale anche il credito di imposta relativo agli investimenti nelle zone colpite dal sisma.

Le macerie sono diventate questione complessa…
Nelle Marche ci sono 4.220 tonnellate da smaltire. Con l’aiuto dello Stato vorremmo semplificare le norme, in modo da procedere più rapidamente. Abbiamo proposto di usare gli aggregati riciclati per il tombamento delle cave in osservanza al principio di economia circolare, ma anche di creare piazzole di stazionamento autorizzate per il deposito delle stesse macerie. Il sistema deve aiutarci a creare un mercato per assorbire gli aggregati riciclati.

Che futuro vede tra 10-15 anni per le zone dell’entroterra: per chi ci abita, lavora e come sviluppo turistico?
Dobbiamo essere responsabili, veloci, uniti. Solo così potremo ridare una prospettiva di vita e sviluppo a persone che hanno subito una tragedia indicibile, e ai magnifici luoghi che non possono essere tagliati fuori dal processo di rilancio, anche in ottica europea. Un percorso irto di difficoltà, da cui però non possiamo tirarci indietro. Lo dobbiamo a un popolo e a una terra mortalmente ferita, ma che non si è arresa neanche dopo l’arrivo della pandemia. Il nostro è un dovere morale, prima che politico e amministrativo.

Sisma e risorse Pnrr, un’opportunità da sfruttare come?
Lo Stato, da un fondo complementare al Pnrr, ha messo a disposizione 1,780 ml per la rigenerazione economica del cratere 2016 e del 2009. Una somma che può aiutare molto investimenti pubblici e imprese. Per non dire delle infrastrutture. Nelle Marche ad esempio abbiamo voluto destinare risorse alla Pedemontana nel tratto Caldarola/Sarnano/Amandola, alla Monti/Mare nel tratto Amandola/Servigliano e alla Ascoli/Teramo. Senza collegamenti viari non c’è futuro per il cratere.

Come è stato il dialogo con la struttura commissariale?
Sempre propositivo e costruttivo. Ai fini della ripartenza della ricostruzione privata di cui si diceva poc’anzi, è stato decisivo l’insieme di norme di semplificazione introdotte a livello nazionale e applicate con grande determinazione dal commissario straordinario Legnini. Con lui ci confrontiamo in modo responsabile, con un passo indietro rispetto alle logiche di parte e due passi avanti alla politica di cui il cratere ha bisogno. Un modo di intendere la gestione del bene comune che porta sempre risultati.

E tra le regioni del sisma Centro Italia?
C’è un dialogo proficuo con i rappresentanti di Umbria, Abruzzo e Lazio: solo attraverso l’unione possiamo procedere più spediti verso l’obiettivo che ci siamo posti all’indomani delle scosse di terremoto del 2016.

Un aggiornamento sulla ricostruzione delle chiese…
Le Diocesi stano facendo enormi sforzi ma la strada è ancora lunga. Il patrimonio ecclesiastico da ricostruire è enorme e le semplificazioni ancora non sono riuscite a liberare del tutto processi che nella stragrande maggioranza dei casi coinvolgono le Soprintendenza e comportano oneri amministrativi aggregati. È stato appena nominato il nuovo Soprintendente di Marche Sud. Confidiamo molto nella sua operosità

Infine, il suo messaggio a chi ha perso tutto e cerca dopo 5 anni una rinascita dal sisma e dal Covid?
Dopo 5 anni di stasi, la speranza di rinascita può finalmente poggiare su alcune certezze oggettive. La Regione Marche e la struttura commissariale hanno finalmente impresso una sterzata importante e le Comunità locali sono coinvolte come non mai in un processo che non è solo materiale ma anche sociale e spirituale. Andiamo avanti. Insieme e con fiducia.

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