Si è svolta questa mattina alle 10, nella chiesa parrocchiale di Santa Croce a Macerata, la messa in suffragio della famiglia Canullo i cui corpi erano stati trovati senza vita nella propria abitazione lo scorso 6 settembre.

La tragedia aveva colpito la comunità di Macerata, perché l’intero nucleo familiare, composto da Eros Canullo ottantenne, la moglie Angela Maria di 76 e il figlio disabile di 54 erano stati trovati in evidente stato di decomposizione, segno di una morte avvenuta mesi prima del ritrovamento dei corpi.

In attesa dei risultati delle autopsie, che potranno chiarire i motivi della morte, i resti della famiglia sono stati riconsegnati ai familiari.

A celebrare il rito che ha visto la benedizione delle ceneri di Eros, Angela Maria e Alessandro è stato il parroco don Pier Andrea Giochi che ha portato i saluti del vescovo, monsignor Nazzareno Marconi.

Il parroco don Pier Andrea Giochi durante l’omelia, sui banchi i parenti della famiglia Canullo

Nella domenica che la Chiesa ricorda il Battesimo di Gesù, le parole del parroco durante l’omelia hanno messo l’accento sulla compartecipazione all’unico Battesimo: «È lo stesso battesimo che abbiamo ricevuto tutti, anche Eros, Angela e Alessandro, e che ci ha incorporati e ci ha innestati in questa azione di Dio che prende l’iniziativa e viene a consolarci; quanto bisogno abbiamo di essere consolati e di essere trattati amorevolmente».

Parole di invito alla conversione, quelle rivolte all’assemblea dal parroco che ha spiegato come l’azione di Dio «rimette al centro noi creature umane con le nostre fragilità e difficoltà, ecco perché siamo invitati a non giudicare e perché in questa festa dobbiamo mettere al centro della nostra vita Cristo, perché impariamo ad amare secondo il cuore di Dio che è Misericordia».

Presenti alla celebrazione, oltre alla comunità parrocchiale, alcuni familiari tra cui la sorella di Angela Maria e il figlio giunti da Milano, alcuni amici di Alessandro, il figlio dei Canullo disabile a causa di una terribile incidente stradale avvenuto oltre 30 anni fa, il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, il vice sindaco e assessore ai servizi sociali Francesca D’Alessandro, e altri rappresentanti della politica cittadina.

In conclusione della messa, il nipote di Angela si è fatto portavoce di un messaggio fatto recapitare dallo zio che resiede in America e che non è potuto essere presente: «È una di quelle tragedie di cui nessuno vorrebbe essere testimone». Il messaggio continua poi ricordando la profonda unione tra Angela e Eros, il cui amore si è mantenuto sempre saldo nel bene e nella cura di Alessandro, impegno che hanno «mantenuto e portato avanti fino al drammatico epilogo».

La messa, trasmessa in streaming sul canale YouTube dell’Unità Pastorale è stata seguita anche da altri parenti di Milano.

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