La Parrocchia in un Chiesa santa e santificatrice

Nella nostra riflessione sulla Parrocchia secondo il Concilio notavamo come in SC 42 la Parrocchia non sia tanto un edificio o un territorio, ma un gruppo di fedeli, una porzione di Popolo di Dio particolarmente significativo per chi in un luogo concreto voglia incontrare la Chiesa, quell’unica Chiesa che è stabilita su tutta la terra e che vive in maniera piena e completa nella Diocesi. Se la Chiesa una si incontra concretamente e localmente nella Parrocchia, ciò vale anche per la Chiesa santa.

La santità della Chiesa, nella visione conciliare, non è primariamente una perfezione umana e morale del singolo, che viene proclamata in contrapposizione a un mondo peccatore, ma è prima di tutto: la santità del Popolo di Dio gratuitamente ricevuta dalla divina misericordia (LG 39). Dio costantemente santifica tutta la sua Chiesa, perdonandola e unendola a sé attraverso la purificazione attuata dalla Parola e dai Sacramenti (LG 42).

Tutto parte dall’annuncio della Parola. È la Parola che raduna i fedeli e suscitando nei loro cuori la fede, la speranza e la carità li rende comunità e fa sì che essi «crescano in Cristo» (CD 30, PO 4). Da qui l’enorme importanza che assume nella vita delle comunità cristiane e della Parrocchia in specie la Parola di Dio. Parola che è da annunciare e da approfondire nei modi più vari: non solo attraverso la predicazione e l’istruzione catechistica, ma anche attraverso la testimonianza di vita e attraverso la riflessione sui problemi del proprio tempo alla luce di Cristo, per «applicare la perenne verità del Vangelo alle circostanze concrete della vita» (LG 28 e 35, AA 6).

La santificazione della Parrocchia non si realizza perciò separandosi dal mondo o ponendosi in contrapposizione con i peccatori, ma lasciandosi cambiare il cuore dall’annuncio del Vangelo. Sarà poi questo cuore cambiato che trasformerà: i convertiti in annunciatori, i santificati in santificatori, gli ex-peccatori in lievito di fraternità per la salvezza del mondo. Per questo il motore della santificazione della Parrocchia è indubitabilmente la celebrazione del sacrificio eucaristico. Il Concilio riconosce specialmente nella messa domenicale «il centro e il culmine di tutta la vita della comunità cristiana» (CD 30; SC 42, PO 5). È in essa infatti che, con la Parola ed il Sacramento, i cristiani sempre di nuovo vengono trasformati in Corpo di Cristo, uniti con Lui e tra loro (LG 7).

«Non è possibile che si formi una comunità cristiana se non avendo come radice e come cardine la celebrazione della sacra eucaristia, dalla quale deve quindi prendere le mosse qualsiasi educazione tendente a formare lo spirito di comunità. E la celebrazione eucaristica, a sua volta, per essere piena e sincera deve spingere sia alle diverse opere di carità e al reciproco aiuto, sia all’azione missionaria e alle varie forme di testimonianza cristiana» (PO 6).

Il segno più chiaro che tutta questa azione santificatrice “funziona bene” è il consolidarsi giorno per giorno dell’unità nella carità. Una Parrocchia che si santifica e che santifica il mondo produce al suo interno e attorno a sé quella fraternità cristiana di cui parla così spesso papa Francesco, che non è il semplice e puramente umano volemose bene, ma è l’essere “lievito di carità”. Questa e l’anima e il tipico stile di vita della comunità cristiana che è «famiglia di Dio, fraternità animata dallo spirito di unità» (LG 28) che ha per «legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati» (LG 9).

L’identità della comunità cristiana e in particolare della Parrocchia, così come la disegna il Vaticano II, è perciò una identità tutta relazionale: la sua santità non è trattenuta e statica come il possesso di un oggetto, ma è dinamica, è costantemente ricevuta e donata al suo interno e verso l’esterno. La Parrocchia se è santa è chiamata alla comunione con tutte le altre comunità parrocchiali e tutte le aggregazioni umane, dalle quali riceve vita e luce ed alle quali dona la testimonianza del Vangelo.Quando il Concilio parla di una Chiesa che «è per sua natura missionaria» (AG 2) questa estroflessione della comunità credente riguarda anche la sua santità e deve partire dalla base, da ogni assemblea del popolo di Dio e primariamente da ogni Parrocchia. Questa è infatti la vocazione fondamentale e irrinunciabile della Parrocchia secondo il Concilio: «aprire a tutti gli uomini la strada che conduce a Cristo» (PO 6).

La santità della Chiesa e della Parrocchia è perciò, come diceva san Giovanni Paolo II parlando della vocazione: “dono e mistero”. La vocazione universale alla santità (LG 40) si realizza come dono che riceviamo e mistero che fa di noi, dei peccatori mai completamente convertiti, eppure capaci di operare la santificazione del mondo.

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