di Gianni Valente

Un sacerdote “zelante per la gloria di Dio e la salvezza delle anime”. Un religioso saggio, casto, obbediente, distaccato dai beni materiali e umile”, sostenuto dalla fiducia nell’aiuto divino” che lo portò a affrontare “con serenitĂ  le difficoltĂ  e la malattia che lo condusse alla morte”. Così viene descritto sul sito ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi il grande missionario gesuita Matteo Ricci, giunto in Cina nel 1582 “per liberare le misere anime dalla perdizione eterna”, e morto nel maggio 1610 a Pechino, completamente “fatto Cina”. La diocesi di Macerata, cittĂ  natale di Matteo Ricci, aveva introdotto la causa di beatificazione del gesuita soltanto nel 1984, dopo che dalla sua morte erano passati piĂą di 350 anni. Un ritardo forse dovuto anche la fatto che il nome di Matteo Ricci era stato coinvolto nella lunghissima disputa sui “Riti cinesi”, che vide al centro delle contestazioni la sua interpretazione dei riti confuciani per gli antenati come cerimonie civili e non religiose. Il 17 dicembre 2022, nel giorno del suo 86esimo compleanno, Papa Francesco ha autorizzato il Dicastero a promulgare il decreto riguardante le virtĂą eroiche di Matteo Ricci. Adesso, per la Chiesa, Matteo Ricci è “venerabile”. La sua fama di santitĂ  – si legge ancora su sito del Dicastero – “era presente in vita e in morte”. Oggi “tale fama si è diffusa spontaneamente ed appare unita ad una certa fama di segni”.

Matteo Ricci fu sepolto a Pechino, in un terreno donato dall’Imperatori ai gesuiti, primo straniero europeo non diplomatico ad essere seppellito in Cina. Oggi quel terreno, con la sua e una ventina di altre tombe si trova nel grande cortile interno su cui affacciano i vari edifici della scuola ideologica del Partito comunista cinese.
“Quella di Matteo Ricci è una memoria che il tempo non ha cancellato” riconosce il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi.
Nel video allegato, prodotto per l’Agenzia Fides da Teresa Tseng Kuang yi, il Cardinale Semeraro mette in evidenza alcuni tratti della vicenda missionaria di Matteo Ricci che rendono la sua figura attuale e carica di suggestioni per le dinamiche missionarie nel tempo della globalizzazione. “Andando in Cina – sottolinea il Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi – Matteo Ricci ha compiuto “non soltanto un viaggio lungo geograficamente ma anche un viaggio interiore, per avvicinarsi a un mondo molto diverso da quello in cui era nato”. Lui era partito non con l’intenzione di “prendere”, ma innanzitutto con il desiderio di conoscere il mondo cinese: ha intuito “che se non entrava in una mentalitĂ , cultura, modo di pensare, in uno stile di vivere e anche di abitare il mondo” senza questa assimilazione “non avrebbe mai potuto davvero incontrare le persone”.

Matteo Ricci andava nella Cina dei Ming “per entrare e li se possibile fare un dono”. Nel compiere questo viaggio, cercò come prima cosa di trovare “delle consonanze”, Mentre altre culture sono connotate da dinamiche dialettiche, nella cultura cinese – ricorda il Cardinale Semeraro – l’accento batte sulla ricerca della armonia. E Matteo Ricci si è servito della cultura, “per entrare in un mondo di sapienza con la sapienza”. Anche la sua esperienza mostra che “l’incontro tra le civiltà è un fattore di pacificazione tra i popoli”. Purtroppo – aggiunge il Cardinale, con una annotazione carica di possibili riscontri nelle cronache del mondo presente “il criterio che è stato molte volte usato è stato quello dell’assorbimento, e questo è un errore che a volte si continua a fare anche oggi. Lo penso sotto l’aspetto del mondo della politica, della società. Pensare che un modello che va bene in Europa in America, debba per forza andar bene in Africa, o in Oriente, è sbagliato”.

Il filmato prodotto da Teresa Tseng si conclude con le immagine della si chiude con le immagini della recente solenne veglia di preghiera per la beatificazione del Venerabile Matteo Ricci tenutasi nella cattedrale di Pechino, alla presenza del Vescovo Li Shan e del gesuita Stephen Chow, Vescovo di Hong Kong, (vedi Fides 17/4/2023), nel primo giorno della sua visita all’arcidiocesi pechinese.

(Agenzia Fides 8/5/2023)

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