“Carissimi,
vi giunga un amichevole saluto e un sentito augurio di buon anno scolastico dai Vescovi e da tutta la Chiesa delle Marche.

Il mondo della scuola, in tutte le sue componenti, deve essere al centro dell’attenzione di tutta la comunità civile perché in esso si coltivano i semi del futuro e del bene. Nel messaggio per la Giornata della Pace 2022 papa Francesco ha scritto: «Istruzione ed educazione sono le fondamenta di una società coesa, civile, in grado di generare speranza, ricchezza e progresso». Per questo, «investire sull’istruzione e sull’educazione delle giovani generazioni è la strada maestra che le conduce, attraverso una specifica preparazione, a occupare con profitto un giusto posto nel mondo del lavoro».

A questo proposito è bene ripensare assieme alcuni modelli culturali molto limitanti che purtroppo si sono diffusi tra noi.
Il primo è un pensiero “razzista” nei confronti del lavoro: ci sarebbero lavori nobili e importanti verso i quali tutti i genitori spingono i loro figli, ed al contrario lavori umilianti e degradanti che nessuno vorrebbe fare. È un pensiero falso e soprattutto disastroso per una società armonica e produttiva. Ogni lavoro infatti è dignitoso e prezioso, soprattutto quelli del grande mondo dell’artigianato, dell’assistenza agli anziani ed ammalati, dell’agricoltura gestita con qualità, competenza, rispetto e cura dell’ambiente. Le scuole che preparano a queste professioni non vanno più viste con disprezzo, come delle scelte di ripiego a cui indirizzarsi se non si trova di meglio. Dicendola con uno slogan: le scuole professionali non sono per gli sfigati, ma per gli occupati.

Un secondo modello culturale, che vorremmo mettere in discussione al livello dei licei e delle università, è la convinzione che in questo tempo di “pensiero debole” non abbia più senso lo studio inteso come ricerca del bello, del vero e di ciò che può unificare le persone nel loro intimo e nelle relazioni tra loro, da quelle entro la famiglia a quelle tra le nazioni per costruire una pace più stabile.

Coscienti della complessità, come cifra fondamentale del sapere contemporaneo, non stiamo rincorrendo con nostalgia il tempo del “pensiero forte”, ma vorremmo almeno incoraggiare gli studenti e gli studiosi a non arrendersi a una logica di “pensiero pigro”, che non si impegni più nella riflessione sui grandi interrogativi che toccano il senso ed il valore della vita e dell’umano. Non è giusto e buono limitare il pensiero alla ricerca tecnica, alla rincorsa verso la produttività e il guadagno, alla suggestione prometeica di un uomo che vuol farsi padrone di tutto e non ha nulla da contemplare e accogliere con gratitudine e stupore.

Carissimi, siate creativi, generativi, coraggiosi e positivi costruttori di libertà e di futuro. L’intercessione di tanti santi educatori, di cui è ricca la storia della Chiesa, vi protegga nel vostro cammino.

Buon anno scolastico a tutte e tutti”.

Mons. Nazzareno Marconi con i Vescovi delle Marche.

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