Un tempo per stare in mezzo al cerchio e un tempo per stare ai margini. Ciò che importava era quello sguardo che mi invitava a iniziare di nuovo la mia Quaresima, tempo forte di riflessione, riconoscendomi per quello che ero: polvere amata da Dio, chiamata a essere polvere innamorata di Dio

Si festeggiava il giorno di Valentino. Per strada nel pomeriggio limpido e senza nuvole, un ragazzo con dei fiori seduto su una panchina aspettava forse una ragazza a cui offrire quel bellissimo dono.

Anche io ero uscita per gustare come le lucertole il sole e godere del bel tempo. La mia amica mi parlava dell’India. Un viaggio interessante, un mondo completamente diverso dal nostro. Ascoltavo attenta chi aveva incontrato un’altra cultura, un altro panorama.

Alcune caratteristiche le trovavo molto comuni alla mia seconda Patria, l’America Latina. La miseria non si distingue per razza o per regioni geografiche, i connotati sono sempre gli stessi. Un altro mondo, ripeteva la mia amica, tirando fuori come per sbaglio una confezione di the. Era un pensiero molto gentile e l’ho ringraziata. Il regalo ha valore perché indica che chi viaggia non si dimentica di te e questo fa bene al cuore.

“Qui ci siamo tutti incattiviti”, aggiungeva, il popolo indiano è accogliente, allegro, nonostante la povertà.

Siamo noi europei che siamo cambiati? O siamo stati sempre così chiusi e poco espansivi? Non lo so ma anche io rimpiangevo quel tipo di cultura che nonostante tutto ti accoglie con il sorriso e non alza barriere.

Ma poi con il tempo ti accorgi che anche lì ci sono dei problemi che dobbiamo risolvere o accettare cercando di farcene una ragione.

Ci siamo lasciate, con un saluto: Alla prossima passeggiata insieme. Mi sentivo più ricca, consapevole che qualsiasi esperienza ci viene comunicata è un valore aggiunto.

Poi in fretta mi sono preparata per uscire: era il Mercoledì delle Ceneri, stavamo per entrare nel periodo quaresimale.

La chiesa era abbastanza affollata. Una prima fila di fedeli si era formata per ricevere quel piccolo cumulo di sostanza grigiastra, ricavata dalle palme benedette: le Ceneri appunto.

Mentre attendevo il mio turno ho pensato al mio passato, alle immense processioni a cui avevo assistito, di giovani soprattutto, alla mia vita così piena di lavoro, di attività perché Gesù fosse riconosciuto e la sua persona non rimanesse solo una specie di toccasana, ma il Vivente che si è incarnato per darci la vita.

Ho ricordato quante volte sono salita negli amboni di tante chiese per raccontare la “Missione”. E mentre la fila si assottigliava ho percepito che nulla era stato vano: ora nella solitudine e nell’anonimato di quella Chiesa Lui era lì presente che mi guardava come sempre con tanto affetto e mi spingeva a non rimpiangere niente, perché tutto ha il suo tempo. Un tempo per stare in mezzo al cerchio e un tempo per stare ai margini. Ciò che importava era quello sguardo che mi invitava a iniziare di nuovo la mia Quaresima, tempo forte di riflessione, riconoscendomi per quello che ero: polvere amata da Dio, chiamata a essere polvere innamorata di Dio (Cfr. Papa Francesco, Omelia della Messa delle Ceneri, 14 febbraio 2024).

Iniziava la Quaresima con quella liturgia che ci invita a vivere senza trucco e Ritornare al cuore significa ritornare al nostro vero io e presentarlo così com’è, nudo e spoglio, davanti a Dio. Significa guardarci dentro e prendere coscienza di chi siamo davvero, togliendoci le maschere che spesso indossiamo, rallentando la corsa delle nostre frenesie, abbracciando la vita e la verità di noi stessi. La vita non è una recita, e la Quaresima ci invita a scendere dal palcoscenico della finzione, per tornare al cuore, alla verità di ciò che siamo. Tornare al cuore, tornare alla verità (Papa Francesco, Omelia della Messa delle Ceneri, 14 febbraio 2024).

Mi sono rallegrata, la vita mi offriva un’altra opportunità, iniziare di nuovo la Quaresima e rientrare in me stessa non per un inutile guardarsi dentro, ma per cercare di ritornare all’essenziale, ad approfondire quei gesti di misericordia come “amare i fratelli che abbiamo accanto, essere attenti agli altri, vivere la compassione, esercitare la misericordia, condividere ciò che siamo e ciò che abbiamo con chi è nel bisogno. Perciò l’elemosina, la preghiera e il digiuno non possono ridursi a pratiche esteriori, ma sono vie che ci riconducono al cuore, all’essenziale della vita cristiana. Ci fanno scoprire che siamo cenere amata da Dio e ci rendono capaci di spargere lo stesso amore sulle “ceneri” di tante situazioni quotidiane, perché in esse rinascano speranza, fiducia, gioia”.

Come vorrei che comprendessimo questo tempo prezioso che ci attende con semplicità e gioia, sicuri che esso darà frutti di bene per le situazioni difficili che siamo chiamati a vivere.

Lascia un commento

  • La Foto (141)
  • Lavoro (175)
  • Macerata (1.504)
  • MenSana (27)
  • Missioni (23)
  • Mondo (1)
  • Montefano (12)
  • Musica (20)
  • News (2.978)
  • Politica (81)
  • Pollenza (47)
  • Pop Corn (31)
  • Programmi (23)
  • Quaresima (57)
  • Recanati (591)
  • Regione (314)
  • Reportage (28)
  • Rubriche (16)
  • Rugby (16)
  • Salute (240)
  • Scuola (417)
  • Sinodo (3)
  • Sisma (292)
  • Social (591)
  • Società (1.193)
  • Sport (531)
  • Tolentino (407)
  • Treia (272)
  • Unimc (253)
  • Video (2.023)
  • Volley (234)