di Gianni Borsa

In questi due anni si sono registrati 118 uccisioni, sette delle quali hanno riguardato donne vittime di violenza, che hanno combattuto per le loro famiglie e per i loro territori. Il dato emerge dall’Atlante socio-territoriale dei conflitti nella Panamazzonia. In Brasile è stata registrata la maggior parte del numero di omicidi, ben ottanta (sei dei quali di donne), nonché tentativi di omicidio (100), minacce di morte (225) e aggressioni di vario tipo (115), nel contesto della criminalizzazione dei leader e di soggetti provenienti da comunità in conflitto. 351 persone sono state detenute, arrestate o sottoposte a procedimenti giudiziari per la difesa del proprio territorio. Nel territorio dell’Amazzonia colombiana, che corrisponde al 10% della superficie panamazzonica, si è registrato l’omicidio di una donna e di 35 uomini, solo nel 2017 e 2018. Il Perù ha registrato nove morti nella regione amazzonica, mentre in Bolivia non sono stati segnalati decessi. La violenza rispetto alle proprietà, in forte avanzata, si è concretizzata in 401 sfratti di terra e 380 casi di distruzione di case, raccolti o altre proprietà. 375 di questi casi riguardano il Brasile.
L’agrobusiness – allevamento intensivo di bestiame e coltivazione di monocolture (come soia, cotone, palma da olio, eucalipto) – rappresenta, in Brasile, il 60% delle cause di conflitto registrate, mentre nel complesso dei quattro Paesi questa è la causa del 43% conflitti. In Perù, l’estrazione mineraria (citata come causa di 22 conflitti) e l’estrazione di petrolio e gas (in 18 conflitti) predominano come principali cause dei conflitti: il 56% del totale. L’estrazione mineraria rappresenta in generale il 4,9% delle cause di conflitti registrate nel totale dei quattro Paesi. Altra causa è la deforestazione: questa motivazione viene chiamata in causa nel 13,10% del totale, con 139 conflitti. In Bolivia la percentuale sale al 43%. Le piantagioni di prodotti illeciti (e di coca in particolare) rimane un problema emblematico nell’Amazzonia colombiana, dove sono stati registrati 27 conflitti, ma la causa principale dei conflitti nel Paese è la costruzione di infrastrutture di trasporto (come strade, ponti, dighe).

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